Il sindacato Fedirets denuncia sistema di abusi perpetrati

Cosenza, Lunedì 09 Aprile 2018 - 17:21 di Redazione

Il sindacato Fedirets (sezione Fedir), la Federazione che tutela tutta la dirigenza territoriale e con Fedir, i dirigenti tecnici e amministrativi del Servizio sanitario nazionale, ha più volte evidenziato e denunciato il sistema di abusi perpetrati dal direttore generale che, illegittimamente, in assenza di formale atto aziendale, aveva proceduto all’assunzione di delibere sul conferimento di incarichi dirigenziali adottando il cosiddetto criterio della “successione ereditaria”, (meccanismo nepotistico già spiegato da Fedir nei minimi dettagli nella lettera prot. 67 del febbraio 2017) in forza del quale si attribuivano a dirigenti, non aventi titolo, gli incarichi disponibili, consentendo così a costoro indebiti vantaggi professionali o economici. Un sistema che è andato avanti per diverso tempo, dal 2013 al 2017.  Oggi, in presenza di formale atto aziendale, lo scenario non pare essere mutato. Dal sito aziendale è possibile evincere che a fronte di fattispecie identiche (assenza dei titolari delle unità operative “Gestione Tecnico  Patrimoniale” e “Affari Generali e Assicurativi”) l’Asp di Cosenza ha deciso di adottare due modalità di sostituzione completamente diverse: art. 18 CCNL 8/6/2000 per il primo, avviso aperto per il secondo.  La differenza ha il suo peso sostanziale perché nel caso dell’art. 18 si limita la partecipazione ai soli dirigenti interni alla unità operativa complessa “Gestione Tecnico Patrimoniale”. Nel caso dell’”Unità Affari Generali e Assicurativi”, invece, non solo non ci si limita a cercare il sostituto all’interno, ma addirittura si allarga la partecipazione anche alla dirigenza del ruolo professionale (e cioè ad ingegneri, architetti ed avvocati). Ma i dirigenti del ruolo professionale non sono interscambiabili nelle funzioni e sono tenuti a esercitare solo le funzioni della qualifica di assunzione. “Come mai non se ne è tenuto conto?” – chiede il segretario generale Fedir, Elisa Petrone.  “Viene emesso l’avviso per ricoprire l’incarico di direttore del dipartimento amministrativo anche se non sono stati individuati tutti i titolari delle Strutture Complesse appartenenti al dipartimento e senza che esista alcun impedimento a individuarli. Non si comprende – prosegue Petrone - per quali oscuri motivi per l’Unità complessa “Gestione Tecnico Patrimoniale” si sia deciso di emettere un avviso di sostituzione quando la struttura è vacante e quindi non c’è alcun titolare da sostituire (al contrario della UOC Affari Generali ed assicurativi per la quale invece il titolare c’è ma è assente e va quindi sostituito a norma dell’art. 18). Né si comprende perché ancora non si è proceduto ad individuare il titolare della unità “Forniture e Logistica”, per la quale l’incarico di sostituzione è ampiamente scaduto. E’ legittimo pensare che si voglia quanto più possibile restringere la platea dei possibili aspiranti al ghiotto incarico? Sembra proprio il caso di dire che: il lupo perde il pelo ma non il vizio”.   



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