Contestato il ministro Minniti all'Unical: "Sicurezza non sia elemento di scontro"

Cosenza, Lunedì 19 Giugno 2017 - 14:28 di Redazione

Contestazioni sono in corso all’Universita’ della Calabria, dove si trova il ministro dell’Interni, Marco Minniti, che partecipa ad un convegno dal tema “Intelligence: a dieci anni dalla riforma – Risultati, questione aperte, prospettive”. All’esterno dell’area in cui si svolge il seminario si e’ radunato un gruppo di manifestanti che protestano contro i recenti decreti varati in materia di immigrazione e che sarebbero, secondo i dimostranti, fortemente restrittivi per le libertà personali garantite dalla Costituzione. Molti i cartelli e gli striscioni che inneggiano al diritto all’accoglienza e contro la discriminazione razziale. Imponente lo schieramento di forze dell’ordine predisposto per l’arrivo del ministro. Marco Minniti, al suo arrivo, non ha rilasciato alcuna dichiarazione alla stampa.Minniti e’ stato contestato anche all’interno dell’aula magna dell’ateneo, dove stava partecipando ad un convegno. Un docente precario, che aveva in mano un documento che voleva essere “un foglio di via” simbolico per il ministro, e’ entrato all’improvviso, bloccato subito dalle forze dell’ordine. Minniti, dopo aver tenuto una breve lectio magistralis, ha lasciato subito l’ateneo. All’esterno, la Polizia ha anche bloccato un gruppo di contestatori che stavano tentando di appendere uno striscione.“Personalmente  – ha detto poi il ministro dell’Interno nel corso del convegno – non sono stato mai un tifoso del servizio segreto unico, l’idea di avere due agenzie che abbiano finalita’ separate, rigidamente circoscritte costituisce la struttura migliore per creare una cooperazione positiva, che sfrutti al meglio le singole qualità”.“L’idea di avere una complementarieta’ tra esterno ed interno la considero un’idea molto giusta. Altra novita’ della legge, a mio parere molto interessante, e’ la possibilita’ di reclutamento del personale dell’intelligence attingendo dal mondo esterno – ha detto ancora Minniti – e questo e altri importanti elementi costituiscono le basi di quella che oggi e’ la nostra intelligence, una struttura assolutamente competitiva”. Il ministro ha rimarcato l’importanza del controllo del territorio come unica vera arma per contenere il terrorismo. “La sicurezza nazionale e’ una questione che riguarda tutti – ha concluso Minniti – e non deve diventare elemento di scontro o tensione politica”. (AGI)



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