Adolfo Lucio Aronne lascia «Alternativa popolare»

Cosenza, Venerdì 14 Aprile 2017 - 14:59 di Redazione

Qualche anno fa, quando ho intrapreso, insieme ad alcuni "amici", la mia avventura col Nuovo Centrodestra di Scalea, mi sentivo parte di un gruppo in crescita, unito da ideali condivisi - di democrazia, giustizia - e dal desiderio di cambiamento. Auspicavamo il superamento di certi atteggiamenti politici finalizzati ad occupare una posizione di privilegio soltanto per il fatto di ricoprire una carica politica. Tra di noi, infatti, prima del legame politico, avevamo creato un rapporto umano, basato sulla stima e sul dialogo. Oggi sono molto amareggiato perché tutti questi presupposti iniziali sono andati completamente dispersi, proprio in questi giorni in cui, in ambito nazionale, viene condotta una nuova svolta identitaria del Partito. In realtà, a parte il restyling del nome che da Nuovo Centrodestra è diventato Alternativa Popolare, gli episodi a cui sto assistendo a Scalea, e sono tanti!, non vanno più in direzione di una politica capace di cambiare la società, ma di un sistema che si chiude in se stesso, preoccupato del mantenimento dello status quo, con decisioni non condivise ma calate dall'alto, senza confronto. Sono tanti i fatti che avvalorano le mie parole, ma non stilerò il lungo elenco dei torti subiti, non essendo mia intenzione farmi trascinare dal risentimento. Mi soffermerò, invece, su una questione in particolare, che chiarisce il mio sconcerto di fronte al modo di operare dei vertici del Partito. Dopo la mia rimozione dalla carica di Presidente di NCD, avvenuta senza una motivazione, non comunicatami personalmente e appresa solo dagli organi di informazione, la questione si è ripetuta con l'assegnazione delle nuove cariche, nominate dall'alto e senza che i diretti interessati ne siano stati messi a conoscenza! A questo proposito, basti pensare alla paradossale vicenda capitata a Silvio Longobucco, che ha scelto di dimettersi dalla carica di Vicesegretario del Partito, a fronte di un'investitura non voluta e affidatagli senza che ci sia stata una consultazione con l'interessato! Infine, il circolo, che in precedenza vantava una propria autonomia rappresentando davvero una voce libera, ora sembra assoggettato agli interessi di chi ha generato questa situazione, cavalcando l'onda della reale trasformazione di NCD, per ottenere un cambiamento solo di facciata. Per ciò, a malincuore, sono costretto a lasciare un circolo di cui sono stato socio fondatore, un Partito in cui non mi identifico più e che ha tradito le mie aspettative. Tuttavia, anche a seguito della grande delusione, sono sempre più deciso nel continuare il mio percorso a favore di una buona politica, forte della convinzione di non essere il solo a perseguire questa idea».    



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