CATALDO PUGLIESE SI DIMETTE DAL DIRETTIVO FAA (Federazione Associazioni Arbereshe)

Cosenza, Mercoledì 07 Febbraio 2018 - 21:57 di Redazione Cosenza

Ho sempre immaginato un soggetto associativo rappresentativo delle comunità arbereshe d’Italia. Per anni ho promosso l’idea della costituzione di un Organismo culturale che, forte del proprio carattere identitario, sarebbe stato strategico ed indispensabile per un dialogo con le Istituzioni centrali e periferiche, e altrettanto importante per la propria valorizzazione e promozione. Oltre un anno fa abbiamo fondato la FAA (Fondazione delle Associazioni Arbereshe) ma purtroppo, ancora una volta, i risultati sono lontani dalle aspettative. Abbiamo dato vita ad un soggetto associativo con lo scopo di fare quello che le istituzioni e la politica in Calabria non sono mai riuscite a fare, ovvero generare valore e promuovere la minoranza culturale etnico linguistica arbereshe. Ho intrapreso il percorso con il solito entusiasmo e disponibilità, affrontando diversi viaggi da Roma, appositamente per essere presente alle Assemblee del Consiglio Direttivo, ma è bastato poco per rendermi subito conto che non c’erano le premesse, che la mia volontà, disponibilità e sincerità non veniva apprezzata. Il problema è che nonostante gli anni passino, si dà poco spazio ai giovani (anche se ormai non lo siamo più) e purtroppo sono sempre i soliti che, imperterriti, vogliono governare le sorti di una cultura, i soliti che da decenni hanno fatto ben poco al di la dei tanto decantati buoni propositi a discapito di una intera comunità. La lingua sta scomparendo, gli usi e costumi si stanno estinguendo, le tradizioni stanno morendo, mentre dall’altra parte, dai ministeri e le Istituzioni centrali ci chiedono unità e coesione per una maggiore rappresentatività e dialogo. La mancanza di una mentalità collaborativa continua a mietere tristezza e a collezionare spaccature che non portano da nessuna parte. Qualcuno ha criticato il titolo dell’evento “Festival della Diaspora Arbereshe” che ho ideato ed organizzato con il gentile contributo di un’Amministrazione Comunale nell’estate 2016, e quello stesso qualcuno ha festeggiato l’istituzione (di alcuni mesi fa) del Ministero della Diaspora Albanese. Si sarebbe potuto dar vita finalmente a qualcosa di importante, creare un collegamento con le Istituzioni a Roma, Tirana, Bruxelles e con le Associazioni di tutta la diaspora arbereshe:  è questo ciò che serve. Invece no. Tutto come prima, tutto come sempre, la solita minestra ormai diventata minestrone. Vi saluto, vi lascio i miei migliori auguri. Basta inviti, basta riflessioni e soprattutto basta attese. Rendo le mie dimissioni pubbliche, perché la minoranza arbereshe è una minoranza linguistico-culturale che in Europa, oggi, rappresenta un esempio, un modello di coesione ed integrazione sociale e culturale che va organizzata e ben comunicata. Gli arbereshe rappresentano l’Albania in Europa da secoli, ed oggi che l’Albania è un paese in fermento e sviluppo, forse dall’altra parte dell’adriatico si sarebbero aspettati e meritati una rappresentatività più forte ed unita. Credo che anche nel mondo arberesh occorra ripartire da una rivoluzione culturale e genrazionale per dare finalmente dignità e speranza alla nostra imprescindibile e adorata identità.              



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