Camminate nella carità, nel modo in cui Cristo ci ha amato

Fuscaldo, Venerdì 10 Agosto 2018 - 07:23 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

19a Domenica Ordinaria, 12 agosto 2018

Il Pane di vita, che dona vita nuova e piena, ci fa partecipare, già sin d’ora, alla Vita eterna nell’andare, credere e mangiare il Pane vivo disceso dal cielo e a noi donato dal Padre, per farci partecipi alla Sua stessa vita, incorporati al Figlio, che ha donato la Sua carne per la vita del mondo(Vangelo). Il Viatico, Pane del viaggio da mangiare, dona e comunica forza necessaria ed energie nuove, per farci camminare e giungere al Monte santo di Dio.

Sempre, il Signore, si prende cura dell’uomo, nella sua vulnerabilità e fragilità: lo nutre, lo rialza, lo rimette in cammino e lo accompagna fino al Suo Monte santo (prima Lettura). Imitare Dio Carità (Agape) è ‘camminare nella carità, nel modo in cui Cristo ci ha amato e dato Se stesso per noi’. 

Farsi imitatori di Dio, dunque, è impegnarsi a vivere nella carità, ’nel modo’ di Cristo! Cristo Gesù è il Pane vivo disceso dal cielo perché chi crede in Lui e mangia la Sua carne, donata per la vita del mondo, vivrà in eterno! Andare da Gesù, credere in Lui per gustare e vedere (Salmo) quant’è buono questo Pane che discende dal cielo! Quella stessa folla, saziata prodigiosamente ed in abbondanza, cerca Gesù, solo, perché vuole (o vorrebbe), ancora, di ‘quel’ pane. Egli ci spiega il senso del segno nel Pane che dà vita vera ed eterna: dobbiamo andare da Lui, dobbiamo ascoltare e obbedire ciò che ci comanda per il nostro bene, eseguirlo con fiducia e credere che Egli è il Figlio inviatodal Padre e che, solo attraverso Lui, che è ‘una cosa unica’ con il Padre, possiamo conoscere e lasciarci ‘attirare’ dal Suo amore misericordioso e fedele per sempre (Vangelo). 

Elia, sconfortato e votato alla morte sotto quella ginestra in pieno deserto, è ‘toccato’ e invitato ad alzarsi e a mangiare quella ‘focaccia, cotta su pietre roventi’, perché senza la sua forza non avrebbe potuto percorrere il lungo cammino che gli stava davanti (prima Lettura). Penserà il Signore a provvedere e fare gustare ai Suoi poveri e agli umili il Suo pane, per sostenerli nel loro cammino e liberarli da ogni paura e angoscia (Salmo 33).

Solo il Pane che viene dal cielo, Cristo Gesù, donato a noi dal Padre, che il Figlio ci ha rivelato, offrendosi a noi sulla croce ‘in sacrificio di soave odore’, può farci ‘camminare nella carità, nel modo in cui Cristo ci ha amato’ (seconda Lettura). 

Fatevi imitatori di Dio, ‘espellendo’ e facendo ‘scomparire’ dalla nostra vita ciò che apparteneva all’uomo vecchio (asprezza, sdegno, ira, clamore, maldicenza e ogni sorte di malignità), e accrescete consolidate, invece, quei comportamenti che appartengono all’uomo nuovo in Cristo: benevolenza, misericordia, perdono reciproco.Così, non ‘rattristeremo’ lo Spirito di Dio, con il quale siamo stati resi figli nel Figlio Suo. 

Paolo, con il suo ardito linguaggio, ci esorta, ad essere imitatori di Dio, Amore e Misericordia, e a camminare nella Carità(Agàpe), nel modo in cui anche Cristo ci ha amato, in modo da evitare allo Spirito di Diotali ‘sofferenze’ e ‘tristezze’ e far diventare la vita cristiana sacramento e manifestazione dell’amore trinitario salvifico di Dio, il Quale ci ha creati e redenti per farci ‘camminare  nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato Se stesso per noi offrendosi a Dio in sacrificio di soave amore’ (Ef 5,2).

Fai clic qui per la meditazione integrale dell'Omelia



Testata Registrata al Tribunale Catanzaro N.R. 1078/2011 N.R.S. 12   |   Direttore Responsabile Alessandro Manfredi   |   P.Iva 03453040796 Media Web srls
Tutti i diritti riservati ©   |   Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - ROC NR. 21658 2code 2code