Il Parco Nazionale della Sila all’avanguardia nella tutela della biodiversità

Cosenza, Martedì 25 Luglio 2017 - 11:36 di Redazione

Sono stati presentati oggi in una conferenza stampa i risultati preliminari del monitoraggio delle specie selvatiche all’interno dell’area protetta, in corso di svolgimento grazie ad una partnership tra il Parco Nazionale della Sila e il CIPR (Comitato Italiano per la Protezione degli Uccelli Rapaci).Come ha ricordato il Commissario Straordinario del Parco, la professoressa Sonia Ferrari, «il progetto è stato portato avanti grazie all’utilizzo di fotocamere che consentono, senza arrecare disturbo alla fauna selvatica, di capire come si muovono gli animali all’interno del Parco, accertarne lo stato di ‘salute’, verificare se ci sono delle fluttuazioni. Sono tutti dati che ci servono per poter pianificare future azioni di gestione dell’area protetta, ai fini della conservazione di queste specie».Del resto, ha rimarcato il dott. Giovanni Aramini, Dirigente del Dipartimento Parchi e Aree Naturali Protette della Regione Calabria, «noi molto spesso ci poniamo il problema della valorizzazione delle aree protette, ma alla base di tutto ci deve essere la conservazione dell’ambiente naturale, che è la nostra mission. Se vogliamo fermare la perdita di biodiversità dobbiamo prima conoscere l’ambiente naturale. Di qui l’utilità del monitoraggio. E in questo il Parco della Sila è all’avanguardia».

Primato confermato anche dal dott. Mauro Tripepi, Presidente del CIPR: «La Sila ha un patrimonio di biodiversità molto consistente, come potrete anche evincere dalle immagini catturate. Spero che la capacità dimostrata dal Parco Nazionale della Sila risulti premiata».Il Parco del resto non è nuovo a progetti del genere, avendo sposato, tra i primissimi, già sin dal 2011 questa metodologia che «non solo non è invasiva,» - come ha ricordato la dottoressa Nicoletta Boldrini del CIPR illustrando i dati raccolti - «ma permette un grado di certezza nell’identificazione delle specie molto superiore agli altri sistemi».I risultati, definiti nientemeno che «entusiasmanti» dal dott. Tripepi, hanno già in questa prima fase permesso di verificare la presenza in Sila di animali di eccezionale importanza come il lupo, l’elusivo gatto selvatico, l’ancor più difficile da riprendere picchio nero. In aggiunta tutti gli animali ripresi appaiono in ottima ‘forma’.

Ottime notizie, che ci si augura diventeranno ancora migliori entro fine anno, a monitoraggio concluso, quando si avrà il quadro completo della situazione.



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