Cardamone Group dal rating per la legalità all'interdittiva antimafia.

Cosenza, Giovedì 18 Maggio 2017 - 11:24 di G.Durante

di Greta Durante

Cardamone Group dal rating per la legalità all'interdittiva antimafia.

Basta poco in Italia, ed ancor meno in Calabria per trovarsi nei guai, e soprattutto sono oltre i 350 dipendenti del Gruppo di Celico -Cosenza- a rischiare il posto di lavoro. Nello specifico l'interdittiva che ha raggiunto la Cardamone Group è un provvedimento prefettizio che non fa riferimento alle attività di catering e ristorazione del gruppo, ma bensì ad una partecipazione societaria di qualche anno fa dalla quale la stessa società ha fatto richiesta di recesso, richiesta che al momento è in lavorazione presso la Camera di Commercio. La società attenzionata per presunti collegamenti con la mafia è Calabria Turismo di Falerna, della quale la Cardamone Group, attiva nel campo della ristorazione e gestione mense, ha una quota del 20% che era finalizzata a partecipare ad un'iniziativa nel campo dell'ospitalità turistica. Una volta venuto meno il raggiungimento dell'obiettivo la Cardamone Group chiede di recedere dalla quota, ma per motivi di disinteresse di altri ad acquisire le quote e per motivi di lentezza burocratica oggi la Società di Celico che occupa oltre 350 lavoratori e quadri si trova a ricevere dal Prefetto l'interdittiva antimafia, sulla quale pende ovviamente un ricorso urgente al Tar. La Cardamone group che è considerata un'azienda calabrese di successo tra le più performanti e presenti sul mercato nazionale della ristorazione collettiva, ha peraltro anche ottenuto il rating per la legalità da parte del Garante della concorrenza e del Mercato, ma come si vede operare in Calabria diventa sempre più difficile, l'imprevisto è sempre in agguato, la riconoscibilità di soggetti legati alla "Ndrangheta" ormai diventati colletti bianchi non è sempre facile. Il nostro inquilino, il nostro vicino di casa o il supermercato dove andiamo a fare la spesa, oppure ancora il funzionario pubblico o il nostro datore di lavoro, potrebbe non essere quello che appare ma altro, le vicende di questi giorni ci invitano ad una riflessione ci inducono ad essere più attenti, ma la pervasività della "Ndrangheta" come di altre organizzazioni mafiose è ormai fuori controllo, pezzi dello stato, dell'economia, della sanità sono contaminati o sono essi stessi pezzi di "Ndrangheta" o mafia.  Soprattutto oggi è difficile fare impresa, soprattutto al sud, e soprattutto per quelle che operano per la pubblica amministrazione, i rischi di incappare in una problematica come quella, caduta come una tegole, sulla Cardamone group è sempre più facile, basta un dipendente, un funzionario pubblico, una partecipazione sociale, un fornitore o qualunque altra cosa a far scattare provvedimenti interdittivi, disastrosi per l'impresa ma soprattutto per i lavoratori e le comunità intere peraltro con danni d'immagine irreparabili.



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